Percorso guidato:
LA CHIESA PARROCCHIALE

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Da un manoscritto esistente nell'Archivio della Parrocchia, portante la data del mese di Settembre 1784 e la firma dell'allora Prevosto Prandi, si rilevano le seguenti notizie:
« Questa Chiesa è una di quelle che furono smembrate dalla Diocesi di Cremona. Dalla sua antichità non si trovano chiari documenti, perché l'Archivio Vescovile di Cremona, dove potevano essere, fu distrutto da un incendio. Si rileva però da qualche scrittura antica presso il Rev.mo Prev. Vittorio Pincolini, che ne fu gettata la prima pietra da certo Marchese Uberto Pallavicino il 4 maggio dell'anno 1004 e che nell'anno 1094, lì 8 maggio, fu consacrata, come in tal giorno si è sempre celebrata la festa della Dedicazione ».
Chiamavasi allora «Ecclesia S.cti Michaelis de Runcis». Una volta era Chiesa Matrice e non si rileva come sia decaduta da questa prerogativa.
La Chiesa nulla conserva della struttura primitiva, alterata da rifacimenti come si è potuto rilevare dalle tracce rinvenute nel sottosuolo durante gli scavi eseguiti nel 1932 per il rinnovo della pavimentazione.
L'Abside risale al 1509 e la facciata al 1610. L'interno è a tre navate con volte a botte divise da pilastri che sostengono due arcate laterali a tutto sesto. Dal sec. XV l'edificio non subì variazioni icnografiche di rilievo, come dimostra il rinvenimento nella navatella di destra di due affreschi quattrocenteschi di originaria ubicazione: una «Pietà» e una «Madonna con Bambino».
Altri affreschi della stessa epoca furono posti in luce nel maggio 1964 durante l'importante opera
di consolidamento e di restauro apportata parzialmente al sacro edificio: una «Madonna con i Santi Donnino, Rocco, Sebastiano e Michele»; ancora una «Natività», e due immagini della Madonna con Bambino, di cui la seconda attorniata dai Santi Francesco d'Assisi ed Antonio da Padova, ed un frammento con «testa di S. Giovanni Ballista»: inoltre «S. Lorenzo» sul terzo pilatro di destra della navata centrale: tutti di autore ignoto.
Dette pitture, pregevoli, furono restaurate nell'autunno successivo dal Prof. Renato Pasqui, per interessamento della Soprintendente alle pitture Prof. Augusta Ghidiglia Quintavalle.
Durante il completamento dei restauri alla Chiesa ultimati l'11 aprile 1967, vennero alla luce altri numerosi affreschi sulla parete del Santuario in «cornu Epistulae».
Una riproduzione esterna della Chiesa di metà sec. XVIII è visibile nella tela di P. Balestra, custodita nel tempio, rappresentante l'Immacolata tra una gloria di cherubini con, a lato, S. Sebastiano e S. Rocco e, in basso, S. Antonio da Padova e S. Margherita da Cortona. La Chiesa appare tra questi ultimi Santi e si differenzia dall'odierna nel solo particolare del campanile cuspidato, ridotto poi all'attuale forma con copertura a tetto. L'anno di esecuzione, 1757, figura sul collare del cane raffigurato all'angolo della tela stessa.
Da notare, al lato di sinistra del presbiterio, l'Organo.
Tra le sacre suppellettili in dotazione della Chiesa sono da rilevare una artistica Croce Astile in argenio sbalzato della seconda meta del sec. XVI ed una pianeta di metà secolo XVIII, in raso rosso con ricchi motivi ornamentali in oro.
Negli anni 1932-33 la Chiesa fu corredata di un nuovo Altare in marmo con balaustre e pavimentazione e furono aperte le due monofore del Coro in sostituzione di due finestrelle piccole preesistenti.
In concomitanza dei recenti restauri, furono sostituiti i banchi, i confessionali (tutto in faggio evaporato di Slavonia), la Via Crucis e l'impianto elettrico. Il 7 novembre 1968, presente S. E. il Vescovo di Fidenza, fu inaugurato il nuovo altare in marmo per la reposizione del Ss. Sacramento: sopra l'altare stesso fu collocata una tela ad olio raffigurante il S. Cuore, opera e dono del Prof. Comm. Mario Pelizzoni.
Tutte le finestre attuali (eccettuate le monofore del Coro) in cristallo legato in piombo, sono dono di un Comitato facente capo all'Avv. Luigi Bagatti di Parma.
Al rinnovamento della Chiesa contribuirono generosamente le Famiglie di Roncole Verdi e numerosi Benefattori, tra i quali vanno ricordali il Rag. Fiorello Ellero di Milano e il Comm. Gianni Binda di Como.
La Chiesa è dotata di un impianto di riscaldamento dal 1964.

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