GLI AFFRESCHI

 

Home
Dove siamo
Come raggiungerci
Cosa visitare
Conoscere il paese
Le Feste Annuali
Guest Book

LA PIETA'
ECCE HOMO
Immediatamente a sinistra del Fonte Battesimale, traccia di affresco con l'ECCE HOMO, soggetto che verrà ripreso da molti pittori famosi alcuni anni più tardi.
 

Possiamo quindi ammirare un affresco, nel quale appare la classica scena della PIETA': la Vergine vi appare recante in grembo il Cristo morto in posizione di totale abbandono. Alla destra di Cristo la Maddalena, il capo posato sul braccio inerte di Gesù e le mani in atto di sorreggere pietosamente lo stesso braccio; a sinistra Giuseppe di Arimatea, recante fra le mani tre chiodi della crocifissione.
Tutto il dipinto, malamente restaurato nei secoli passati, è stato scoperto il 9 luglio 1800, ripulito in anni recenti e opportunamente consolidato.
ADORAZIONE DEI MAGI
Notiamo quindi, in basso, la figura di Giovanni il Battista; un chiaro riferimento al ruolo battesimale della Chiesa ed un segno della forte devozione al grande Precursore di Cristo
S. GIOVANNI BATTISTA
Leggermente spostato sulla sinistra, più in alto, un altro affresco con la Madonna in Trono con il Bambino, rappresentato questa volta completamente ignudo e ritto in piedi sulle ginocchia della madre. Identica la scuola di origine del dipinto, che sulla parte sinistra appare totalmente cancellato. Fu scoperto il 20 luglio 1924.
MADONNA IN TRONO
Sopra S. Giovanni Battista, in un ampio riquadro, mirabile affresco raffigurante la Vergine con il Bambino, S. Francesco d'Assisi e S. Antonio di Padova. Belle e delicate le figure, maestosa la Madonna, in atteggiamento estatico ed orante i due grandi Santi cari alla devozione popolare, commovente il Bambino delicatamente adagiato nel grembo della Madre. Una scena altamente poetica e di sicuro effetto sul popolo. L'opera, come la precedente, appare della fine del sec. XV - inizi del XVI, ed è di scuola cremonese.
MADONNA E SANTI
Altro bell'affresco di epoca inizi del cinquecento lo possiamo ammirare sulla parte interna del pilastro tra la seconda arcata e la terza di destra della Chiesa.
Vi è rappresentata una maestosa e nel nel contempo dolce figura della Madonna, dall'abito riccamente drappeggiato, recante, ritto in piedi sul ginocchio destro e del tutto nudo, il Bambino Gesù con la mano destra alzata in atto di benedire.
LA VERGINE CON IL BAMBINO
Contrapposto all'affresco sopra descritto, nella parte del pilastro che guarda verso la navata centrale, San Lorenzo diacono e martire, con i caratteristici paramenti diaconali e la graticola, simbolo del suo martirio.
La figura appare piuttosto sbiadita e usurata dal tempo, ma anch'essa risale ai primi anni del Cinquecento.
SAN LORENZO
Dove però la devozione roncolese si esprime quasi in una mirabile sintesi è nella piccola Cappella laterale destra rispetto al Presbitario centrale. Qui infatti restiamo ammirati davanti ad un grande affresco, che occupa tutta la parete di fondo sopra l'altare, nel quale sono raffigurati la Vergine Madre con i Santi Donnino, Sebastiano, Rocco e Michele.
In alto, a sottolineare la grandezza della Maternita divina di Maria, la colomba dello Spirito Santo.
L'affresco è una preziosa testimonianza di tanti valori, religiosi, culturali, storici della gente di Roncole Verdi. Oltre a rimarcare ancora una volta la devozione per Maria, venerata come Vergine e Madre, il dipinto ci presenta una delle più antiche iconografie di San Donnino, patrono principale della Città e della Diocesi di Fidenza. Quando però il dipinto veniva eseguito, la Diocesi non era ancora stata costituita. E' dunque ancor più valido come testimonianza della forte devozione della gente del luogo per il nostro Martire. Accanto a lui S. Sebastiano e S. Rocco, due dei Santi "intercessori" particolarmente invocati contro la peste ed altre pericolose malattie del tempo. A destra S. Michele Arcangelo, caratteristica espressione della devozione longobarda, e patrono principale di Roncole Verdi. Quasi un segno dell'antica esperienza cristiana degli abitanti del paese, e della loro volontà di essere difesi da colui che da sempre è invocato come difensore della Chiesa universale.
L'opera, che ha risentito naturalmente dell'usura del tempo e del particolare clima della località, è stata recentemente restaurata e si presenta al visitatore in una decorosa bellezza. Può essere attribuita all'ambiente pittorico cremonese degli inizi del Cinquecento, ma non si è ancora potuti giungere ad una precisa identificazione dell'autore.
LA CAPPELLA LATERALE DESTRA
Sotto un ristico tetto che richiama la capanna di Betlemme appare la Madonna in ginocchio con le mani giunte in atto di adorazione del Bambino, la cui figura era centrale nel dipinto ma è andata totalmente perduta.
Sulla destra dell'affresco, S. Giuseppe, pure in ginocchio ed in adorazione. In alto la scritta "Quem genuit adoravit - adorò Colui che aveva generato", evidentemente riferito alla Vergine Maria.
LA NATIVITA'
In basso, appena sopra la porta che immette alla sagrestia, appare una serie di personaggi fra i quali si individuano un Vescovo ed un cavaliere o nobile al suo fianco. Queste figure sono di difficile lettura, ma ciò che colpisce è la loro definizione in uno strato di affreschi che risultano anteriori a quelli più visibili che stiamo per descrivere, segno che esistevano anteriormente a questi. E poichè questi sono dei primi anni del secolo XVI, ne consegue una datazione anteriore dei precedenti.
AFFRESCO
Durante i lavori di restauro e consolidamento eseguiti dalla Soprintendenza ai Monumenti nel 1964 vennero alla luce, sulla parete destra del presbiterio centrale, diversi affreschi di indubbio valore artistico e storico, che qui presentiamo partendo da destra.

SERIE DI AFFRESCHI
SULLA PARETE DESTRA
DEL PRESBITERIO

Alla sinistra del Calvario, un pò in basso rispetto ad esso, con una cornice simile a quella che racchiude i Santi Sebastiano e Rocco, la Madonna Regina e Madre. Due figure di Angeli sorreggono una corona sopra il capo di Maria, che ci appare in una posa di ieratica maestà, avvolta in un manto tipicamente regale damascato di fiori.
Con la mano destra la Vergine sorregge, appoggiato sul suo ginocchio materno, Gesù Bambino. Attorno al collo del Bambino e fra le mani di lui e della Vergine due corone del Rosario.
Da un lato possiamo arguire la devozione alla Regina del Cielo, dall'altro la non meno sentita devozione della gente di Roncole Verdi alla preghiera del Rosario.
Sul pilastro a sinistra dell'altar maggiore, la Vergine Madre in atto di allattare Gesù Bambino. Soggetto di estrema delicatezza ed altamente suggestivo per il fedele e per il visitatore.
LA MADONNA REGINA
LA VERGINE MADRE
LA CROCIFISSIONE
Sopra la precedente scena, al centro, la Crocifissione, descritta dagli autori dell'affresco secondo le caratteristiche del tempo della composizione.
A destra S. Giovanni Apostolo, avvolto in ampio abito e mantello di colore scuro, le mani poste in atteggiamento da una parte di invito a guardare il Crocifisso, dall'altra quasi a trasmettere a noi il valore di quel sacrificio.
Al centro Cristo Crocifisso, con il capo reclinato sulla spalla destra, raffigurato con discreto senso delle proporzioni e con molto realismo.
A sinistra la Madonna, le mani giunte in preghiera rassegnata, quasi contemplativa, il corpo avvolto in ampio mantello scuro.
Sullo sfondo, vagamente definito il paesaggio con tratti molto semplici. La scena fissa per la gente di Roncole Verdi una delle più sentite devozioni popolari: quella al Crocifisso.
Da sempre la nostra gente ha venerato questi due Santi, invocati in modo particolare come protettori contro le varie pestilenze che nei secoli passati tormentavano le popolazioni. Nella scena affrescata, a destra S. Sebastiano, le mani giunte nella preghiera, i piedi legati, il corpo trafitto ripetutamente da frecce, dalle cui ferite sgorga copioso il sangue del martire. A sinistra S. Rocco, nel caratteristico abito da pellegrino, il bastone da cammino in mano, la mano sinistra poggiata sulla coscia ferita da una piaga, secondo la rappresentazione iconografica tipica del tempo. I due Santi sono rappresentati sotto un arco a festoni con sfondo a fiori, quasi ad esaltarne la figura e la dignità. Lo stesso soggetto era affrescato anche più in basso a destra. Se ne vedono solo le tracce.
I SANTI SEBASTIANO E ROCCO